L’inverno non è esattamente la stagione ideale per partire in bici.
Le giornate si accorciano, il freddo si fa sentire e la strada, a volte, sembra chiederti una pausa.
Eppure, fermarsi davvero non è un’opzione.

Nei prossimi mesi mi vedrete spesso su e giù per l’Italia. Treni presi all’alba, sale di aeroporti piene di voci, chiacchiere davanti a un caffè, talk, meeting, fiere. Non con le borse da bikepacking, ma con uno zaino carico di idee, storie e progetti da raccontare.
Parlerò di questo blog, di cosa scrivo e del perchè.
Parlerò di quanto le donne abbiano bisogno di maggiore empowerment, ma anche di quanto la società abbia bisogno di sguardi al femminile. di come tutto questo permetta di costruire una comunità più forte, più coesa e inclusiva.
Parlerò di donne e mobilità, e quindi anche un pò di libertà.
Parlerò di Unconventional Salento.
Parlerò di un modo diverso di guardare i territori, di viverli, di raccontarli senza cartoline patinate e senza scorciatoie.

Se viaggiare in bici è il mio modo preferito di stare al mondo, portare in giro questi progetti è un’altra forma di viaggio. Cambiano i mezzi, cambiano i ritmi, ma resta la stessa spinta: incontrare persone, creare connessioni, lasciare tracce, e raccoglierle tutte .
C’è un lato del viaggio di cui si parla poco: quello che succede quando non sei sulla strada. Le ore passate a costruire, a spiegare, a difendere un’idea che non è sempre comoda né immediata. È meno romantico, forse. Ma è fondamentale. È il lavoro silenzioso, continuo, personale, che permette poi alle storie di continuare a esistere.
In fondo, anche questo è movimento.
Ogni incontro è una deviazione.
Ogni confronto è una tappa.
Ogni progetto che cresce è chilometri guadagnati per il futuro.
Quindi no, quest’inverno – almeno per i prossimi due mesi- non mi vedrete macinare passi di montagna o strade bianche. Ma mi vedrete comunque in viaggio.
Un viaggio fatto di parole, visioni e territorio.
Un viaggio che prepara le prossime partenze, quelle con la bici carica e lo sguardo lungo.
Perché a volte viaggiare significa semplicemente continuare a crederci.
E lavorare per mandare avanti ciò in cui credi è, in fondo, una delle forme più belle di viaggio che esistano.

Leave a Reply