Decisamente sì, una delle più belle.

Sto parlando della Ciclovia dell’Oglio, appena percorsa, che per la varietà di paesaggi e natura rientra a pieno titolo tra una delle ciclovie d’Italia più belle dove pedalare.

Il mio viaggio parte dal Passo del Tonale, a oltre 1.800 metri di quota, confine naturale tra Trentino e Lombardia, e si conclude a Brescia, dopo un percorso che attraversa montagne, paesi storici, fiumi e laghi.

Anche quest’anno, con largo anticipo per garantirmi il posto sull’Intercity, mi regalo il mio bel cicloviaggio in solitaria su qualche ciclovia del nord Italia. Studio con attenzione il percorso dal sito della ciclovia e i punti di interesse . Le solite 10 ore di treno e scendo a Trento per la notte. Al mattino salgo su al Passo del Tonale e da qui inizia il mio viaggio. Siamo fuori stagione e così non tutto qui è ancora ufficialmente aperto. Pochi chioschi, che si capisce essere il punto di riferimento di ciclisti e motociclisti, una paio di hotel e una manciata di negozi aperti; per il resto, lo spettacolo delle vette ancora innevate tutto attorno a noi.

L’aria è ancora frizzante quando si lascia il passo. Le montagne dell’Adamello incombono sullo sfondo, e la strada inizia subito a scendere, regalando un primo, lungo tratto in discesa che permette di scaldare le gambe senza fatica e di godersi il panorama delle Alpi che si apre a ogni curva. Il primo tratto fino a Ponte di Legno è totalmente nei boschi, con tornanti niente male ! Onore a chi li percorre in salita. Io sono in gravel, ma chi è in MTB probabilmente ha un divertimento maggiore perché in alcuni tratti ci sono dei guadi da oltrepassare e comunque il percorso è molto wild. Sfioro Ponte di Legno nel tratto in cui si attraversa il parco, oggi preso d’assalto in quanto ponte del 2 giugno. Tante famiglie a piedi lungo il laghetto, tanti turisti in bici, tanti ciclisti sportivi che si allenano, tanti escursionisti sui sentieri. Siamo nel regno dell’outdoor.

Questo tratto è davvero bello, nemmeno un’ora dalla partenza e già cambia paesaggio. Si costeggia il fiume, ma ora siamo nei boschi, a volte su tratti pianeggianti, altre su sali e scendi davvero belli. Da qui la strada continua a scendere lungo la Valle Camonica, accompagnata dal corso del fiume Oglio, che diventerà il filo conduttore di tutto il viaggio. Il percorso si apre e ritorna subito nei boschi. Mai uguale.  Mai noioso. Attraverso anche piccole frazioni, all’altezza di Incudine, dove le case sono piccole, in pietra, con balconi fioriti e stradine strette, tortuose. Non un paese abbandonato, ma vissuto. Un simpatico cartello ci dà il benvenuto in Europa (sul senso opposto si legge il benvenuto in Africa); può sembrare buffo, ma in realtà segna l’incrocio della placca tettonica Africana con quella Europea, proprio quelle che scontrandosi milioni di anni fa hanno dato origine alle Alpi. Arrivo ad Edolo, fine prima tappa.

Al mattino riparto di buon ora, direzione lago d’Iseo. Costeggio in modo più pianeggiante il fiume; a tratti piove, ma il tempo ancora regge. Per poco. Perché appena inizia il tratto più interno nei boschi, proprio all’altezza dei luoghi di ritrovamento delle tante incisioni rupestri che nel 1979

hanno fatto della Val Camonica il primo sito in assoluto Patrimonio Unesco, scende giù un acquazzone con i fiocchi, che inizialmente mi rallenta, poi mi ‘spinge’ verso la prima stazione TreNord per fare un breve tratto in treno. Situato in provincia di Brescia, questo sito custodisce e raccoglie una delle collezioni più vaste al mondo di incisioni rupestri, con oltre 140.000 figure realizzate su roccia nell’arco di ben 8.000 anni. Mi riprometto di ritornarci per visitarlo, perché con la pioggia, bici e borse, ora non ne apprezzerei la bellezza.

Scendo a Breno, ancora non ha smesso di piovere, ma ora è decisamente più gestibile. Pedalo fino ad arrivare al River Bike Cafè, proprio sulla ciclovia, immancabile punto di ritrovo per i cicloturisti, per un veloce ristoro e un piatto caldo, mai apprezzato come in questa fredda e bagnata giornata. Quando ricomincio a pedalare ha smesso di piovere e riesco ad apprezzare le rocce delle Alabarde situate sulla mia destra. Il sito archeologico dei Corni Freschi, leggo, è stato oggetto di culto durante l’età del Rame, quindi III millennio a.C., ed è inserito nello straordinario contesto naturale della Valle Camonica, in quanto questa enorme roccia si staccò in epoca antichissima dalla montagna del Montirolo, alle spalle, area di eccezionale interesse biologico.

Mi avvicino ormai sempre di più al lago, il percorso è sempre più pianeggiante. Arrivo a Lovere nel tardo pomeriggio, con i pochi turisti che si godono il panorama e con l’odore della pioggia ancora nell’aria. Fine della mia seconda tappa; ostello davvero carino, con vista lago.

Oggi sarà una giornata di sole bellissima,  come posso intravedere dalla mia finestra appena sveglia. Colazione e via. Costeggio il lago, ed entro subito nel tratto più scenografico di questo viaggio. La vecchia strada statale nel tratto Pisogne – Vello è stata trasformata in una ciclopedonale di eccezionale bellezza. Scavata nella roccia, costeggia tutto il lago in una pace straordinaria. Impossibile non innamorarsene. Solo ciclisti, pattini, podisti, sportivi di ogni genere. La luce che si riflette sulle acque del lago. I colori sempre più mediterranei. Il silenzio.

Lo scenario è unico. Incantevole. Nulla da aggiungere.

Potrei prendere un traghetto e visitare Monte Isola come viene consigliato, ma pedalare lungo questo lago è così rilassante che ne sono quasi ipnotizzata. Continuo fino ad arrivare ad Iseo, e poi Cusane, Panatico, e Sarnico. Qui i turisti aumentano, molti sono stranieri; come dargli torto. Attraverso anche la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, un’area umida di 360 ettari, che nata dall’estrazione della torba ora è un vero paradiso per il birdwatching e la biodiversità.

Nell’ultimo tratto decido di allontanarmi dal percorso originario accanto al fiume per addentrarmi nella regione della Franciacorta. Su queste colline moreniche, formatesi con il ritiro dei ghiacciai, sono tantissimi i vigneti attorno a residenze d’epoca, torri medievali, abbazie storiche, antiche dimore.  È un territorio diverso ancora una volta: filari ordinati, casali in pietra, un paesaggio collinare che anticipa la pianura. Tante le aziende conosciute a molti di noi, regine delle bollicine. Fine terza tappa in un delizioso bnb di fronte ai binari della ferrovia locale, con un piacevole terrazzino tutto per me, ottimo per un necessario momento ‘lavanderia’.

Ultima tappa, leggermente modificata per poi virare su Brescia, sempre accanto al fiume Oglio. Decisamente le montagne e le colline sono ormai alle mie spalle. Il percorso è ora totalmente pianeggiante, intervallato da piccoli castelli, tanti mulini e campi di pannocchie di mais, coltura dominante in questo tratto che entra nella Pianura Padana. Lo percorro per un po’ e poi salgo sul treno per potermi concedere un pomeriggio decisamente meno wild e più urbano, dedicato alla visita della città Brescia.

Il mio viaggio in bici termina qui.

Domani si va al BAM a Piazzolla sul Brenta!!!! Amici, energia, talk, musica, … e ancora tanta bici !

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