Due giorni sul Pollino bastano appena per capire quanto sia prezioso questo angolo d’Italia. Un luogo dove la natura detta ancora il ritmo, dove il silenzio non è vuoto ma presenza viva, piena, quasi tangibile.

I sentieri si aprivano in improvvise fioriture: piccoli fiori dai colori intensi, accesi, che punteggiavano il paesaggio come dettagli di un quadro. Ogni passo era un invito a rallentare, ad abbassare lo sguardo, a osservare. Camminare qui non è solo movimento, è ascolto.
E poi, sorprendente, la neve. Ancora lì, a ricordare che la montagna segue tempi suoi, indipendenti, lontani dalla fretta delle città. Il contrasto tra il bianco della neve e i colori vivi della primavera rende tutto ancora più potente, quasi simbolico.
Il Pollino è un grande polmone verde, autentico, ancora poco turistico. forse è un peccato perché resta sconosciuto a molti, ma forse è proprio questo il suo valore: la possibilità di viverlo senza filtri, senza rumore, senza eccessi. Solo natura, spazio e respiro.

Tornare da qui significa portarsi dentro una sensazione rara: quella di aver ritrovato, anche solo per un momento, un modo più essenziale di stare al mondo.

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