Partecipare alla Fiera del Cicloturismo di Padova è stata per me molto più di una semplice presenza ad un evento: è stato un momento di grande riconoscimento, condivisione e consapevolezza del percorso che sto costruendo con il progetto Unconventional Salento.

Quest’anno la fiera ha confermato la sua crescita straordinaria, con oltre 15.000 visitatori e più di 200 espositoriprovenienti da tutta Italia e dall’estero. Numeri che raccontano chiaramente quanto il cicloturismo stia diventando una leva strategica per il turismo sostenibile.
All’interno dello stand della Regione Puglia, insieme a colleghi e professionisti del settore, abbiamo lavorato con un obiettivo comune: rendere la Puglia una destinazione sempre più attrattiva per chi sceglie di viaggiare in bicicletta. È stato stimolante confrontarsi, creare connessioni e immaginare nuovi scenari per il nostro territorio.

Accanto a me, anche il mio amico e collega Marco, con cui condivido visione e passione: momenti come questi acquistano ancora più valore quando vissuti insieme.
Ma questa esperienza porta con sé anche una riflessione più profonda. La Puglia, negli ultimi anni, è stata travolta da un turismo sempre più massivo, spesso poco attento agli equilibri del territorio. Un turismo che, se da un lato ha acceso i riflettori, dall’altro ha rischiato di consumare ciò che rende questa terra così unica: i suoi paesaggi, le sue comunità, la sua autenticità.
È proprio da qui che nasce una nuova consapevolezza. Una voglia di riscatto, di rivalsa. La volontà di costruire un modello diverso, che non sfrutti il territorio ma lo custodisca.

Il cicloturismo e i cammini rappresentano esattamente questa direzione: un modo di viaggiare lento, rispettoso, capace di entrare in relazione con i luoghi e le persone. Un turismo che distribuisce valore, che attraversa i borghi, che si ferma, ascolta e restituisce.
Con Unconventional Salento è questo che cerco di raccontare ogni giorno: una Puglia meno scontata, più vera, più consapevole. Una Puglia che non ha più bisogno di essere “consumata”, ma vissuta.
E in questo percorso, ricevere una menzione speciale nell’ambito del primo premio dedicato a Mariateresa Montruli, proprio per il progetto Unconventional Salento, è stato per me un momento di grande emozione e orgoglio. Un riconoscimento che sento di condividere con tutte le persone che credono in questa visione. Ho ritirato io il premio, ma lo dedico al mio territorio e a chi crede davvero nello sviluppo lento e sostenibile.

Grazie a chi mi supporta, a chi collabora, a chi sceglie ogni giorno di costruire un turismo diverso.
Il viaggio continua.
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